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Che le vittime non siano numeri. Il nuovo numero di Global Rights sul Rojava

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Mentre andiamo in stampa giungono dal Til Rifat le immagini strazianti dell’ennesimo attacco della Turchia.

Questa volta le vittime sono i più piccoli. Otto bambini tra i 3 e i 15 anni colpiti mentre giocavano nel cortile della loro scuola. Una scuola aperta in esilio. Perché questi bambini erano fuggiti dall’aggressione turca ad Afrin, la loro città, nel marzo 2018. A Til Rifat, aiutati dall’Amministrazione Autonoma avevano cominciato a ricostruire faticosamente una parvenza di “normalità”. La scuola per l’Amministrazione Autonoma era un punto cruciale per restituire quel po’ di vita “normale” a questi bambini.

Ma la “normalità” è durata poco. Il 2 dicembre, le loro vite sono state spazzate via. Il verbo è duro, ma esprime purtroppo drammaticamente bene il disprezzo della vita che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan costantemente ribadisce.

Il 9 ottobre 2019 è iniziata la nuova operazione turca contro la Federazione del Nord-Est della Siria.

Complici di questa operazione di sterminio tutti. Gli Stati Uniti, che hanno dato il via libera all’aggressione ritirandosi repentinamente per ordine del presidente Donald Trump. La Russia, che gioca su più tavoli, sempre a scapito delle popolazioni, tutte, che abitano la terra di Siria. L’Unione Europea che timidamente ha protestato di fronte alla violenza dei mercenari al soldo di Erdogan. L’ONU che ormai è patetica nel suo “esigere” il rispetto dei diritti umani. Come se F-16, droni armati, tank, bombe, fossero qualcosa di intelligente. E soprattutto come se l’obiettivo della guerra non fosse l’annientamento…

Di fronte a questo ennesimo massacro del popolo kurdo e delle popolazioni dai nomi mitici che abitano il Nord-Est della Siria e Rojava, gli assiri, gli armeni… resta solo la voce di quanti gridano giustizia.

Questo numero di Global Rights Magazine si unisce al coro di quanti si stanno schierando a fianco del popolo kurdo.

Ci ostiniamo, parafrasando Antonio Gramsci, a rifiutare l’indifferenza. Continuiamo per questo a denunciare i crimini del governo turco contro Rojava e il Nord-Est della Siria ma anche contro la popolazione kurda interna alla Turchia e tutti coloro che si oppongono al governo del “nuovo sultano”. E denunciamo anche le continue aggressioni di Ankara in Nord Iraq, Kurdistan del Sud. E denunciamo il Governo Regionale del Kurdistan per le timide (quando le avanza) obiezioni di fronte ai sempre più pesanti attacchi e incursioni in territorio iracheno.

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il Primo Ministro britannico Boris Johnson, il Presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera Angela Merkel si sono incontrati a Londra a latere del vertice NATO, il 3 dicembre. L’incontro si è concluso con un nulla di fatto, come esplicitato nelle dichiarazioni spesso contraddittorie dei quattro capi di stato sullo stesso. Se per Erdoğan l’incontro è stato “positivo”, per Macron rimangono «le incertezze dell’inizio» e per Merkel «ci sarà bisogno di altri incontri».

Il prossimo sarà a febbraio e coinvolgerà nuovamente i quattro capi di Stato e di governo.

Nel frattempo, la solidarietà internazionale deve far sentire la sua voce più che mai.

Perché la morte dei piccoli di Til Rifat e di tutti gli altri civili (al 4 dicembre oltre 200) non sia solo e ancora un altro macabro numero.

Questo numero è dedicato alla segretaria generale del Partito del Futuro della Siria, Hevrin Xelef, brutalmente assassinata da mercenaria al soldo della Turchia il 12 ottobre 2019 e alle vittime di Til Rifat:

Mihmed Ali (11 anni), Mistefa Mihmed (10 anni), Mihmed Haci (7 anni), Arif Cafer (6 anni), Imad Ehmed (9 anni), Abdul Fetah (3 anni), Semir Abdurihman (12 anni),

Mihmed Adulriham (15 anni), Hisên Abdulha Kildedo (74 anni), Ali Mehmud Osman (63 anni).

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L’INDICE DEL NUMERO

Che le vittime non siano numeri…, Editoriale

La legge del più forte e la legge della ragione, di Sergio Segio

Le foto di questo numero: Proget to Banos Film

Nuova offensiva turca in Rojava – Il ruolo di Russia e USA, di Giovanni Giacopuzzi

Esercito Nazionale Siriano: i mercenari della Turchia, di Ersin Çaksu

Chi sono i terroristi, di Sergio Segio

Intervista con Sahoz Hesen, Co-presidente del PYD, di Serkan Demirel

Cultura, uno dei pilastri del Confederalismo Democratico, di Orsola Casagrande

Meryem Kobane: l’occupazione di Serekaniye vendetta turca, di Orsola Casagrande

Temelli: In Turchia golpe politico in atto, di Orsola Casagrande

 

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