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È online il nuovo numero di Global Rights magazine dedicato al Rojava

Esattamente due mesi fa, il 9 ottobre 2019, la Turchia di Erdogan invadeva il Nord-Est della Siria, il Rojava, cui è dedicato il nuovo numero del magazine internazionale Global Rights, scaricabile gratuitamente

Esattamente due mesi fa, il 9 ottobre 2019, la Turchia di Erdogan invadeva il Nord-Est della Siria, il Rojava, attaccando i combattenti kurdi, uccidendo centinaia di civili, impadronendosi con la forza e con le bombe di una vasta fascia di territorio. Tutto ciò sotto il nome infame e ipocrita di «Fonte di pace» e con la complicità diretta o indiretta, attiva o passiva, con opere o omissioni, di molte delle grandi potenze e istituzioni sovranazionali, a cominciare dagli Stati Uniti che hanno tradito i kurdi del Rojava, consegnandoli alla violenta vendetta di Erdogan.
Pubblichiamo oggi il nuovo numero in italiano (a breve anche in inglese e in spagnolo) del magazine Global Rights, scaricabile gratuitamente dal sito globalrights.info alla vigilia della Giornata mondiale dei diritti umani: una ricorrenza tanto celebrata quanto vilipesa quotidianamente ai quattro angoli del mondo da parte di numerosissimi stati e governi.

Qui sotto l’Editoriale e l’indice del numero 

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GLOBAL RIGHTS – INTERNATIONAL MAGAZINE DECEMBER 2019 ISSUE #7

ROJAVA. DEMOCRAZIA RADICALE, CONFEDERALISMO DEMOCRATICO

L’EDITORIALE

Che le vittime non siano numeri

Mentre andiamo in stampa giungono dal Til Rifat le immagini strazianti dell’ennesimo attacco della Turchia.

Questa volta le vittime sono i più piccoli. Otto bambini tra i 3 e i 15 anni colpiti mentre giocavano nel cortile della loro scuola. Una scuola aperta in esilio. Perché questi bambini erano fuggiti dall’aggressione turca ad Afrin, la loro città, nel marzo 2018. A Til Rifat, aiutati dall’Amministrazione Autonoma avevano cominciato a ricostruire faticosamente una parvenza di “normalità”. La scuola per l’Amministrazione Autonoma era un punto cruciale per restituire quel po’ di vita “normale” a questi bambini.

Ma la “normalità” è durata poco. Il 2 dicembre, le loro vite sono state spazzate via. Il verbo è duro, ma esprime purtroppo drammaticamente bene il disprezzo della vita che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan costantemente ribadisce.

Il 9 ottobre 2019 è iniziata la nuova operazione turca contro la Federazione del Nord-Est della Siria.

Complici di questa operazione di sterminio tutti. Gli Stati Uniti, che hanno dato il via libera all’aggressione ritirandosi repentinamente per ordine del presidente Donald Trump. La Russia, che gioca su più tavoli, sempre a scapito delle popolazioni, tutte, che abitano la terra di Siria. L’Unione Europea che timidamente ha protestato di fronte alla violenza dei mercenari al soldo di Erdogan. L’ONU che ormai è patetica nel suo “esigere” il rispetto dei diritti umani. Come se F-16, droni armati, tank, bombe, fossero qualcosa di intelligente. E soprattutto come se l’obiettivo della guerra non fosse l’annientamento…

Di fronte a questo ennesimo massacro del popolo kurdo e delle popolazioni dai nomi mitici che abitano il Nord-Est della Siria e Rojava, gli assiri, gli armeni… resta solo la voce di quanti gridano giustizia.

Questo numero di Global Rights Magazine si unisce al coro di quanti si stanno schierando a fianco del popolo kurdo.

Ci ostiniamo, parafrasando Antonio Gramsci, a rifiutare l’indifferenza. Continuiamo per questo a denunciare i crimini del governo turco contro Rojava e il Nord-Est della Siria ma anche contro la popolazione kurda interna alla Turchia e tutti coloro che si oppongono al governo del “nuovo sultano”. E denunciamo anche le continue aggressioni di Ankara in Nord Iraq, Kurdistan del Sud. E denunciamo il Governo Regionale del Kurdistan per le timide (quando le avanza) obiezioni di fronte ai sempre più pesanti attacchi e incursioni in territorio iracheno.

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il Primo Ministro britannico Boris Johnson, il Presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera Angela Merkel si sono incontrati a Londra a latere del vertice NATO, il 3 dicembre. L’incontro si è concluso con un nulla di fatto, come esplicitato nelle dichiarazioni spesso contraddittorie dei quattro capi di stato sullo stesso. Se per Erdoğan l’incontro è stato “positivo”, per Macron rimangono «le incertezze dell’inizio» e per Merkel «ci sarà bisogno di altri incontri».

Il prossimo sarà a febbraio e coinvolgerà nuovamente i quattro capi di Stato e di governo.

Nel frattempo, la solidarietà internazionale deve far sentire la sua voce più che mai.

Perché la morte dei piccoli di Til Rifat e di tutti gli altri civili (al 4 dicembre oltre 200) non sia solo e ancora un altro macabro numero.

Questo numero è dedicato alla segretaria generale del Partito del Futuro della Siria, Hevrin Xelef, brutalmente assassinata da mercenaria al soldo della Turchia il 12 ottobre 2019 e alle vittime di Til Rifat:

Mihmed Ali (11 anni), Mistefa Mihmed (10 anni), Mihmed Haci (7 anni), Arif Cafer (6 anni), Imad Ehmed (9 anni), Abdul Fetah (3 anni), Semir Abdurihman (12 anni),

Mihmed Adulriham (15 anni), Hisên Abdulha Kildedo (74 anni), Ali Mehmud Osman (63 anni).

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L’INDICE DEL NUMERO

Che le vittime non siano numeri…, Editoriale

La legge del più forte e la legge della ragione, di Sergio Segio

Le foto di questo numero: Proget to Banos Film

Nuova offensiva turca in Rojava – Il ruolo di Russia e USA, di Giovanni Giacopuzzi

Esercito Nazionale Siriano: i mercenari della Turchia, di Ersin Çaksu

Chi sono i terroristi, di Sergio Segio

Intervista con Sahoz Hesen, Co-presidente del PYD, di Serkan Demirel

Cultura, uno dei pilastri del Confederalismo Democratico, di Orsola Casagrande

Meryem Kobane: l’occupazione di Serekaniye vendetta turca, di Orsola Casagrande

Temelli: In Turchia golpe politico in atto, di Orsola Casagrande

 

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GLI INTERVISTATI DI QUESTO NUMERO

SAHOZ HESEN: da settembre 2017 è il co-presidente del PYD (partito dell’Unione Democratica). È stato membro del movimento della società democratica (Tev-Dem), l’organizzazione della società civile che ha realizzato e guidato i cambiamenti più importanti dalla vittoria della rivoluzione di Rojava nel 2012.

MERYEM KOBANE: la comandanta delle YPJ durante la difesa di Kobane. La città era stata attaccata dallo Stato Islamico a settembre 2014 e liberata dalle YPJ e YPG a gennaio 2015.

HOZAN OSMAN: è co-presidente del centro culturale Tev-Çand di Kobane.

SEZAI TEMELLI: nato a Istanbul nel 1963. Dall’11 febbraio 2018 è co-presidente dell’HDP, Partito Democratico dei Popoli insieme a Pervin Buldan. Temelli è membro fondatore dell’HDP ed è stato deputato per il secondo collegio elettorale di Istanbul da giugno a novembre del 2015. Prima di diventare co-presidente dell’HDP nel terzo congresso ordinario del partito, è stato vicepresidente responsabile della politica economica. Ha una laurea e un dottorato in finanza e ha insegnato scienze politiche e politiche pubbliche all’università di Istanbul.

GLI AUTORI DI QUESTO NUMERO

ERSIN ÇAKSU: giornalista dell’agenzia di stampa “Firat News”. Vive in Rojava. è stato direttore del giornale “Özgürlükçü Demokrasi”.

ORSOLA CASAGRANDE: giornalista, ha lavorato per 25 anni al quotidiano “il manifesto”. È co-direttrice assieme a Sergio Segio del magazine online www.globalrights.info. Collabora con il quotidiano basco “Berria”. Ha curato per Comma press (www.commapress.co.uk) The Book Of Havana. Di prossima pubblicazione ancora per Comma press Kurdistan +100 e The Book of Venice.

SERKAN DEMIREL: giornalista dell’agenzia di stampa “Firat News”. Ha lavorato anche per l’agenzia di stampa “Dicle”.

GIOVANNI GIACOPUZZI: autore di diversi libri sulla politica basco-spagnola, segue da alcuni anni la politica in Bakur Kurdistan e Rojava attraverso conferenze, articoli e progetti di solidarietà. Attualmente collabora con l’Associazione popoli minacciati – Gesellschaft für bedrohte völker di Bolzano-Bozen.

SERGIO SEGIO: ideatore e curatore del Rapporto sui diritti globali, giunto nel 2019 alla 17° edizione, ne coordina la redazione. Negli anni Novanta ha promosso e diretto le riviste mensili “Narcomafie” e “Fuoriluogo”. Nel 2001, dopo i fatti del G8 di Genova, ha promosso e diretto l’Agenzia d’informazione on line “Testimoni di GeNova”. Dal 2003 è direttore dell’Associazione Società INformazione Onlus, per la quale ha ideato e realizzato il Rapporto sui diritti globali. Ha promosso e dirige i siti www.dirittiglobali.it e www.globalrights.info. Dal 2015 ha fondato il magazine internazionale online “Global Rights”, di cui è co-direttore assieme a Orsola Casagrande.

 

   

 

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International Magazine Issue#7

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