Global Rights Magazine – Italiano

Global Rights è un luogo di informazione, scambio, incontri, proposte, produzioni culturali e politiche sul mondo che cambia, tenendo come baricentro i diritti globali, vero termometro delle trasformazioni politiche-economiche-sociali-culturali-ambientali-geopolitiche che il pianeta sta attraversando.

STRUTTURA REDAZIONALE

Direttori: Sergio Segio, Orsola Casagrande

Editorial TeamMaider Varela, JM Arrugaeta, Bibi Bozzato, Berna Ozgencil, Yado Uzun, Félix Julio Alfonso López, Vroni Plainer, Simona Malatesta, Mauro Guglielminotti, Petra Probst, Marcia Lynx Qualey, Sawad Hussain


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KOBANÊ: PAESAGGI DOPO LA BATTAGLIA

Sommario:

KOBANÊ: RICOSTRUIRE IL SOGNO
Editoriale

LA LIBERAZIONE DI KOBANÊ
JM Arrugaeta – Orsola Casagrande

LETTERE DAL FRONTE
Palabras de los que defendieron Kobanê

DECIDONO LE ASSEMBLEE COMUNITARIE
Intervista con i co-sindaci di Kobanê

BIBLIOTECA RODÎ Û PERWÎN: LIBRI PER RICOSTRUIRE VITE
Intervista con Ednan Hesen

RICORDANDO I CADUTI DELLA GUERRA
Un parco per la memoria

EDUCAZIONE IN TRE LINGUE PER UNA SOCIETÀ PLURICULTURALE
Ednan Osman Hesen

LE DONNE NELLA RIVOLUZIONE E LA RICOSTRUZIONE
JM Arrugaeta – Orsola Casagrande

APPUNTI SULLA GUERRA IN SIRIA E SULLA STORIA DI ROJAVA

CONTRATTO SOCIALE DI ROJAVA
Testo integrale


Kobanê: Ricostruire il sogno

La strategica battaglia di Kobanê si è combattuta in questa importante città del Kurdistan siriano (Rojava) tra il 15 gennaio 2014 e la fine di gennaio 2015, quando è stata liberata dalle Unità di Autodifesa del Popolo (YPG).

La sconfitta delle forze dello Stato Islamico da parte delle Unità kurde ha significato una svolta nella lunga guerra che devasta il Medio Oriente e una perdita di iniziativa militare da parte del cosiddetto Califfato proclamato dalla stessa organizzazione.

Alla liberazione di Kobanê sono seguite quella di Fallujah e Mosul, in Iraq, notevoli progressi dell’esercito siriano di Damasco e l’inizio dell’operazione per liberare Raqqa, l’ultimo dei grandi centri urbani in mano all’ISIS (nel momento in cui andiamo in stampa circa il 90% della città è stata liberata dalle milizie kurde e dai loro alleati).

Il declino dello Stato Islamico, per quel che riguarda il controllo fisico di territori della regione vasti, ricchi e molto popolati, sicuramente non significherà la “fine della guerra”, ma una nuova tappa, più dispersa e confusa, di questo conflitto internazionale e regionale nel quale intervengono numerosi attori e si muovono molteplici interessi economici.

L’eroica resistenza di Kobanê che ha visto protagoniste le Unità di Difesa locali, composte da giovani, uomini e donne, è stata una notizia centrale per mesi. Tuttavia oggi vogliamo affrontare la realtà di questa città e dei suoi abitanti da un altro punto di vista, lontano dai grandi titoli sparati.
Che resta dopo la battaglia? Qual è il destino dei sopravvissuti? Come si può ricostruire vita tra le rovine e il lutto? Qual è la nostra responsabilità rispetto a chi ha sofferto, e ancora soffre, la violenza della guerra e le sue terribili conseguenze?

Informare, comunicare, mantenere atteggiamenti coerenti a favore di un mondo più giusto ed equo richiede mettere a fuoco permanentemente gli esseri umani e le loro diverse realtà. Per questo offriamo questi “paesaggi dopo la battaglia”. Frammenti, interviste, dati, commenti, richieste e bisogni di coloro che sono tornati alla loro terra dopo la guerra.

Nel 1937 la città basca di Gernika è stata vittima del criminale bombardamento delle forze nazi-franchiste. In mezzo alla città distrutta rimase simbolicamente in piedi una frondosa quercia, che è da allora simbolo delle libertà del popolo basco.

Gernika è rinata dalle sue ceneri e la quercia delle libertà basche è ancora al suo posto. Kobanê è la Gernika dei kurdi e i suoi abitanti sono impegnati oggi a ricordare i loro martiri, a seminare vita in mezzo alle numerose perdite umane e materiali. Per riuscire nel loro obiettivo hanno bisogno che si conoscano i loro sforzi e che la gente solidale li appoggi, ovunque si trovi.

Perché la ricostruzione per la pace e la convivenza dovrebbe essere notizia di prima pagina ogni giorno. Oltreché nostra preoccupazione.

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